
Ricordo
La condensa sul vetro che mi separava da te,
La tua figura confusa e informe illuminata dalla luce tremante
La doccia più lunga della storia
L’acqua scorreva forte ma noi sentivamo solo il nostro respiro
Ricordo che per quel sapore così nuovo che sentivamo,
Così sconosciuto e terrificante
Ma incredibilmente irresistibile,
Tremavo e anche tu, ne sono certa, come la luce della candela quasi finita
La cenere cadeva dalle tue mani, lenta e il fumo fluttuava nell’aria condensata
Tu fumavi e mi guardavi
E credevamo nel destino.
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