venerdì 16 luglio 2010


Ricordo

La condensa sul vetro che mi separava da te,

La tua figura confusa e informe illuminata dalla luce tremante

La doccia più lunga della storia

L’acqua scorreva forte ma noi sentivamo solo il nostro respiro

Ricordo che per quel sapore così nuovo che sentivamo,

Così sconosciuto e terrificante

Ma incredibilmente irresistibile,

Tremavo e anche tu, ne sono certa, come la luce della candela quasi finita

La cenere cadeva dalle tue mani, lenta e il fumo fluttuava nell’aria condensata

Tu fumavi e mi guardavi

E credevamo nel destino.

Nessun commento:

Posta un commento