
C’è un tempo per ogni cosa. C’è il tempo delle fughe a mezzanotte e quello delle notti tra lenzuola umide. C’è il tempo dello studio e quello delle sbronze in luoghi misteriosi. Siamo in continua evoluzione e continuo rinnovamento. La vita possiede un ritmo tutto suo, incomprensibile e soggettivo. Ogni volta che il nostro tempo cambia sentiamo nostalgia di uno passato. Così la nostra quotidianità si trasforma in incapacità di apprezzare il presente. Senso di insoddisfazione e noia. La filosofia non è poi così lontana da noi come ci fanno credere quando il tuo tempo è quello di concentrarti su una lavagna. I nostri pensieri sono continuamente contesi dal passato che ci ha reso felici e dal futuro e da quello che potremmo fare. Il presente è solo un tempo di transizione, un periodo di preparazione ed esercizio a quello che c’è di altro nella vita. Così viviamo. E viviamo male. Da quando la mia vita è ricominciata, ed il suo inizio possiede una data ben precisa, è stata un continuo cambiamento ed esplosione di nuove idee, concetti e progetti da realizzare con chi mi circondava. Mi manca il Plastic, mi manca il Whiskey e le corse in bicicletta per strade sterrate illuminate da stelle lontane. Mi mancano le albe sulle note di Blues al ritorno delle nostre pazzie, il pollo della domenica mattina e le sigarette sul tetto della città. Mi manca quell’indecisione che ti ha stupito quella notte. Mi manca tutto questo. Ma non so se volerlo indietro. Quel trascorso di vita ha avuto il suo tempo. Ci ha già regalato momenti insoliti. E rivivere tutto non sarebbe lo stesso. Renderebbe amaro il ricordo, o lo invecchierebbe più di quanto non lo sia già. Per questo il presente deve essere una continua ricerca di nuovi stimoli, non una caccia alle emozioni già vissute. Perché quelli non torneranno mai. I nuovi brividi che possiamo trovare possono solo essere migliori. Ora metti Janis sul tuo giradischi e balla. Balla fino allo sfinimento. Fino a tornare indietro per andare avanti.
